Sebadas (Seadas): la vera e unica ricetta del sardo

Iniziamo con il dire che la Sardegna ha una vasta gamma di prodotti tipici locali da perderci la testa, con tutte le sue squisite prelibatezze, dalla carne dei suoi innumerevoli allevamenti, ai dolci, alla prelibatezza del pescato quotidiano e non solo, fino ai propri vini pregiati, garantiti dall’etichetta DOC E DOCG.

Ma oggi parleremo di una delle ricette più esclusive dell’isola, le SEBADAS (Seadas in sardo), il dolce Sardo per antonomasia più conosciuto nel “continente”.

Un pò di storia. La genesi del nome deriva da Sebi, per l’aspetto lucido e da Seu, parola della lingua sarda che significa “sego”, per via della brillantezza che il miele conferisce a questo dolce.
Essendo un prodotto legato al formaggio e quindi alla pastorizia, originariamente rientrava tra le pietanze principali tanto da poter sostituire un secondo piatto.
Un “dolce non dolce” quindi, una volta nutriente e saporito piatto unico, che le donne sarde offrivano anticamente ai mariti pastori, di rientro dalla transumanza ed era grande tanto quanto il piatto su cui veniva servito.
Tipica ricetta della zona tra l’ Ogliastra, la Gallura e la Barbagia è molto amata dai turisti e viene preparata con un impasto a base di semola, miele, strutto, pecorino sardo dolce, l’aggiunta di una piccola scorza di limone o di arancia, a seconda del proprio gusto.

I tempi in cucina. La difficoltà di preparazione è molto bassa (così come i costi per gli ingredienti) e occorrono circa 30 minuti per amalgamare tutti i componenti , più circa 10 minuti per la cottura. E’ piuttosto semplice ma al tempo stesso molto laborioso.

Ingredienti per l’impasto. Farina di semola di grano duro 500 grammi, 3 uova fresche, strutto fresco 3 cucchiai, acqua 2 cucchiai, sale quanto basta.

Il ripieno. Pecorino Sardo fresco 1 Kg., arance o limone grattugiare la buccia, succo di 1 limone.

Preparazione. Una volta amalgamata la farina di semola con le uova, sciogliete il sale in un cucchiaio d’acqua e aggiungere il tutto all’impasto; aggiungere un poco alla volta lo strutto, fino ad ottenere una consistenza elastica e morbida. Coprire con un canovaccio un pò umido e lasciar riposare, mentre create una crema con la scorza tritata dell’arancio o del limone, fino ad ottenere una soluzione densa e viscosa.
Una volta che il ripieno sarà pronto, stendere la pasta in sottili sfoglie, ritagliando dei dischi di pasta di un diametro di circa tra i 5 e i 10 cm, ma in realtà la misura viene regolata in base alle vostre preferenze.
Mettere su ognuno di essi, un poco di impasto (circa due cucchiai) e chiuderlo con un altro disco di pasta, facendo una leggera pressione sui bordi, in modo di ottenere una sorta di piccolo calzone, ritagliando a proprio gusto le piccole parti di pasta in eccesso; adesso siete pronti per friggere le vostre piccole creazioni in abbondante olio d’oliva ben riscaldato.
Si scola e si tampona bene, si condisce con dell’abbondante miele, scelto con cura a seconda del vostro palato.

Consigli utili. Il formaggio deve essere sempre molto fresco e soprattutto autentico: l’importante è sceglierne uno delicato e non forte, il segreto sta proprio nella scelta dello stesso: la ricetta originale prevede che sia un formaggio di pecora, perfetto proprio per la sua acidità.
Altro accorgimento è quello di non bucare la pasta durante la frittura, l’olio penetrerebbe nelle Sabadas: fondamentale è bagnare di continuo con un cucchiaio le Sebadas ed evitare di capovolgerla, infatti la cottura si realizzerà esclusivamente da un lato.

Adesso siamo pronti per mangiare. Consumare entro i due giorni della cottura, altrimenti la ricetta perderà la sua consistenza e il suo sapore. Infine, le Sebadas vanno servite ben calde, prima che il ripieno si raffreddi e si solidifichi, cospargendole di zucchero a velo e tuffandole rapidamente nel miele, per rendere unico il sapore e decorare a proprio piacimento, a fantasia dello chef.